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10 Maggio 2018

Stop all’incontinenza, superare l’imbarazzo potrebbe cambiarti la vita

La riabilitazione del pavimento pelvico.

Con l’età e soprattutto in seguito a uno o più parti, si possono verificare importanti alterazioni del pavimento pelvico nella donna a carico di utero, vescica, uretra e vagina, con un impatto sulla funzione urinaria, intestinale e sessuale.

 

I sintomi di una disfunzione del pavimento pelvico

  • senso di pressione e pesantezza in area pelvica
  • difficoltà a introdurre un tampone vaginale, ad esempio, o una sensazione di “qualcosa che cade fuori dalla vagina”
  • alcune donne riferiscono perdite urinarie involontarie quando tossiscono, ridono o mentre fanno sport. Spesso sono costrette a limitare le loro attività quotidiane e persino i rapporti sessuali.

La qualità della vita ne risente enormemente. Purtroppo, poche donne dichiarano apertamente il disagio e richiedono un trattamento quando invece, oggi, abbiamo a disposizione un’ampia scelta di modi per gestire e curare questi disturbi.

 

I disturbi che causano maggiore disagio
Sicuramente l’incontinenza urinaria, che coinvolge circa il 20% delle donne prima dei 55-65 anni, e la metà dai 55-65 anni in poi. Il prolasso, invece, è una condizione in cui gli organi pelvici “scivolano” al di là della loro posizione anatomica. A volte si manifesta in breve tempo ma più spesso un prolasso iniziale diventa di interesse chirurgico solo dopo diversi anni. Circa il 10% delle donne si sottopone a questo tipo di intervento.

Spesso, incontinenza e prolasso sono associati, a causa degli inevitabili, fisiologici danni al pavimento pelvico determinati dal parto. Possono peggiorare la situazione anche l’aumento di peso, la tosse cronica, una stipsi severa.

 

La diagnosi
Occorre effettuare una valutazione corretta e completa delle condizioni anatomiche funzionali, tramite una visita ginecologica dedicata a questo tipo di disturbo con accurata anamnesi dei disturbi, esaminazione clinica dedicata ed ecografia per la valutazione morfo-funzionale del pavimento pelvico, meglio se in 3D o 4D – (TLUS – od “ecografia TransLabiale 3D – tridimensionale e 4D – tridimensionale dinamica del Pavimento Pelvico). Alla luce dei dati raccolti, lo specialista proporrà il trattamento meno invasivo possibile, e, comunque, quello che meglio soddisferà le esigenze della donna.

 

Opzioni terapeutiche  indicate
Si spazia dalla terapia fisica riabilitativa a varie forme di terapia chirurgica, anche con approccio minimamente invasivo. Il primo approccio, comunque, è sempre riabilitativo e apporta dei benefici anche nel caso in cui sia necessario successivamente intervenire con la chirurgia.

Nella fisioterapia riabilitativa, l’impegno domiciliare della paziente rappresenta un fattore importantissimo. Lo stesso vale anche a seguito di un eventuale intervento, ove la paziente dovrà seguire le misure di attenzione indicate dallo specialista.

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