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21 Aprile 2021

Quali sono gli ostacoli nell’identificazione precoce del melanoma?

"Bersaglio Melanoma" pazienti e specialisti alleati per diagnosi precoci

A livello nazionale quasi tre pazienti italiani su 10 (il 29,5%) colpiti da melanoma aspettano da 3 mesi a un anno prima di prenotare la prima visita specialistica dermatologica.

Tra questa e la conferma della diagnosi di melanoma passa meno di un mese per il 79% dei pazienti. Anche le tempistiche di asportazione del neo sono relativamente brevi (entro quindici giorni per il 57%). Nonostante i tempi rapidi di presa in carico a seguito della diagnosi specifica vi sono mancanze da colmare nel rapporto tra medico e paziente. La maggior parte dei dermatologi, coinvolti nel sondaggio, riferisce personalmente la diagnosi di melanoma, ma vi è una percentuale consistente di pazienti, pari al 47%, che ritira personalmente l’esito.

Sono i principali risultati dei sondaggi inseriti nel progetto “Bersaglio Melanoma”, promosso dalle associazioni di pazienti Aimame, Melanoma Italia Onlus (Mio), Emme Rouge e Apaim, presentati al 17° Congresso dell’Associazione europea di dermatologia oncologica (Eado).

“Nonostante i risultati del sondaggio mostrino una buona organizzazione del percorso di cura una volta avviato – commentano le associazioni che fanno parte di Bersaglio Melanoma – è molto forte il problema legato alla comunicazione della diagnosi. Lasciare che un paziente legga da solo un referto di melanoma vuol dire originare in lui preoccupazione con la necessità di chiarimenti e non sempre le informazioni in cui si imbatte, magari su internet, sono valide.”

Per questo va assolutamente potenziata e migliorata, la comunicazione tra medico e paziente, trasformandola in un’occasione informativa includendo la spiegazione delle fasi successive del percorso di cura e del follow up, lasciando spazio a tutte le domande e dubbi del paziente.

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