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22 Dicembre 2022

Dallo stop alla fisioterapia fino al ritorno in campo dopo una frattura

Con un approccio multidisciplinare è possibile facilitare il recupero post infortunio

Una frattura può mettere rapidamente in pausa la tua vita e questo può risultare fastidioso specie se avviene in giovane età e durante la pratica dell’attività sportiva preferita, come è successo a questo giovane calciatore delle Giovanili del Venezia Calcio FC.

L’infortunio

Durante un allenamento ha percepito una forte sensazione dolorosa come da strappo, nella parte anteriore del bacino poco più in alto rispetto all’anca sinistra. Oltre al dolore il ragazzo ha riscontrato sin da subito molta difficoltà a camminare ed è stato quindi condotto al pronto soccorso più vicino.

Dopo una prima visita medica è stato sottoposto ad una radiografia del bacino la quale ha evidenziato una frattura molto particolare, conosciuta come distacco della SIAI (spina iliaca antero inferiore).

Quest’infortunio, che avviene principalmente negli adolescenti di età tra i 14 e i 18 anni, rappresenta una frattura da avulsione (da strappamento) in cui una forte contrazione del quadricipite (il grosso muscolo che va dall’anca fino al ginocchio davanti), va a strappare letteralmente un piccolo pezzo d’osso chiamato spina iliaca. Ciò avviene in quanto la maturazione ossea non è ancora completata e di conseguenza il nucleo di accrescimento osseo risulta più fragile e maggiormente esposto a fratture se sottoposto a grandi stress.

Questo tipo di casi è comune nel mondo del calcio dove il gesto atletico di calciare è ripetuto frequentemente e a gran velocità come nel caso di tiri, passaggi, ecc.

La valutazione fisioterapica

Dopo i 30 giorni di riposo come da indicazione dell’ortopedico utilizzando la carrozzina nel caso di spostamenti lunghi, si è iniziato una prima fase di riattivazione con degli esercizi di idrochinesiterapia e di camminata in acqua.
Una volta al Centro di Medicina di San Donà di Piave, è stato sottoposto ad una valutazione fisioterapica e posturale da parte del team di fisioterapisti.
È importante seguire un programma di riabilitazione dopo una frattura per assicurarsi di ritrovare quanta più forma fisica e mobilità possibile.

La valutazione inizia con un colloquio con il paziente per poi proseguire con un esame obiettivo (visita) che comprende anche alcuni test articolari specifici.

A seguito dell’iter si è notato che aveva perso molta massa muscolare a livello dei muscoli della coscia, del gluteo e del polpaccio e che era presente una rigidità rilevante a livello dei muscoli delle gambe e della schiena. Inoltre, la zona dell’infortunio era ancora dolorante e con alcune contratture che causavano difficoltà a camminare correttamente. In questo caso specifico durante l’anamnesi è emerso come da bambino avesse avuto una frattura del femore dallo stesso lato e a causa di ciò un’anca fosse rimasta leggermente più rigida dell’altra.

Il percorso riabilitativo

Il paziente ha iniziato quindi ad effettuare delle sedute di terapia manuale, con l’obiettivo di facilitare il movimento, ridurre il dolore e recuperare una buona elasticità. Le tecniche di terapia manuale realizzate da un fisioterapista esperto, venivano effettuate sia a livello articolare per migliorare il ROM (range of movement) sia a livello muscolo-tendineo per ridurre il sintomo e quindi agevolare e incoraggiare il movimento. Allo stesso tempo il ragazzo ha incominciato ad essere istruito a camminare correttamente prima con due stampelle e poi una, fino a camminare autonomamente. Ruolo fondamentale è stato quello dei primi esercizi, svolti sia col fisioterapista in ambulatorio che quotidianamente a casa. Gli esercizi avevano l’obiettivo di recuperare una buona mobilità dell’anca e del ginocchio, migliorare la forza e la resistenza dei muscoli più colpiti e togliere i disturbi residui a livello di schiena e anca. Il giovane ha effettuato anche alcuni esercizi di posturologia per il recupero del balance posturale.

Il rientro in campo

Dopo alcune sedute di fisioterapia ambulatoriali il paziente è stato inviato nella palestra medica dove ha iniziato ad effettuare una rieducazione motoria programmata per obiettivi avente come fine ultimo il ritorno in campo in sicurezza.

Il ragazzo ha effettuato esercizi di rinforzo muscolare e di stretching a livello dei muscoli di anca e ginocchio ed esercizi posturali per migliorare a livello lombo sacrale e di bacino.

Sono stati poi effettuati esercizi di tipo sport specifici per la corsa, i salti, i cambi di direzione e il gioco con la palla cercando di riprodurre le caratteristiche e le variabili presenti nel calcio.

A conclusione del percorso per verificare che il ragazzo fosse pronto al ritorno in campo, è stato sottoposto a un test con un macchinario isocinetico che riesce a quantificare con un test di forza le differenze fra la gamba infortunata e l’altra. Le differenze rientravano in linea con i parametri di riferimento per cui al giovane atleta è stato dato il via libera per il “return to play” in sicurezza ed ha potuto ritornare tra le Giovanili del Venezia Calcio FC.

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