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7 Aprile 2020

Disturbo d’ansia, non facciamoci prendere dall’eccesso di informazione

Il bombardamento mediatico può creare uno stress emotivo dannoso per il paziente affetto da cardiopatia ischemica

Il tour della prevenzione, il ciclo di incontri sul territorio per la divulgazione dei corretti stili di vita e delle buone pratiche per la salute, continua la sua attività divulgativa ma in modalità on demand. Così anziché incontrare gli specialisti nelle sale pubbliche entra nelle loro abitazioni con delle interviste che sono disponibili anche in versione video sulla pagina Facebook di Centro di medicina.

Nell’intervista di oggi, dedicata al cuore, incontriamo la dottoressa Sonja Cukon Buttignoni, cardiologa da diversi anni presso l’ULSS 2 Marca Trevigiana, specialista del Centro di medicina Treviso e Conegliano.

Dal suo osservatorio e con la sua esperienza, come legge la situazione attuale?

Le meta-analisi su SARS e MERS hanno evidenziato che le infezioni avvenivano più frequentemente nei pazienti ipertesi, diabetici e portatori di malattie CV. La stessa situazione sembra si stia verificando con COVID – 19. Per questo motivo i pazienti affetti da queste patologie devono stare particolarmente attenti.

 Cosa è bene sapere nella prevenzione delle malattie cardiovascolari?

La prevenzione include il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare. Purtroppo non possiamo intervenire su tutti i fattori di rischio. Quelli non modificabili sono l’età, il sesso e la familiarità. I fattori modificabili, invece, sono l’ipertensione arteriosa, il colesterolo, il fumo, l’obesità, la sedentarietà e il diabete mellito. È ampiamente dimostrato attraverso gli studi epidemiologici che il rischio cardiovascolare è reversibile e la riduzione dei livelli dei fattori di rischio porta a una riduzione degli eventi e della gravità degli stessi. L’infarto e l’ictus riconoscono fattori di rischio comuni modificabili attraverso interventi che promuovano corretti stili di vita e, là dove non fosse sufficiente, attraverso un’appropriata terapia farmacologica.

Cosa posiamo suggerire ai pazienti che devono osservare la quarantena?

Per contrastare le patologie cardiovascolari gli obiettivi di salute supportati da evidenze di efficacia sono, in particolare, combattere il fumo, promuovere un’alimentazione salubre e sostenere l’attività fisica.

In questo particolare momento non è proponibile la camminata veloce per 30’ per almeno 5 volte la settimana, come consigliato dalle linee guida, però persone dotate di cyclette o tapis roulant dovrebbero sforzarsi a continuare a fare attività fisica domestica, magari associata a semplici esercizi.

Attenzione all’introito calorico e ai grassi, soprattutto animali. Considerato il ridotto metabolismo in questo periodo di forzato riposo, dovremmo ridurre i cibi calorici.

Potrebbe essere l’occasione per smettere di fumare?

Certo! I fumatori hanno un rischio raddoppiato di ictus e 5 volte maggiore per le malattie cardiovascolari. Non potendo uscire spesso, questa potrebbe essere un’ottima occasione per fare un’azione molto utile per la propria salute. Un vero investimento per il futuro.

Lo stress da eccesso di informazione può far male al cuore?

E’ utile distinguere i termini “stress” ed “ansia”.  Lo stress è un processo biologico che provoca una serie di reazioni chimiche all’interno del corpo e del cervello, che ci aiuta a concentrarci e ad adattare il nostro comportamento ad una situazione difficile. Lo stress è solitamente legato ad un periodo specifico.

L’ansia, invece, può essere provocata dallo stress ma è una sensazione che tende a rimanere anche dopo la fine del pericolo o della situazione difficile iniziale.

Se l’ansia compare tutti i giorni per più di sei mesi, si parla di disturbo d’ansia generalizzato.

Quindi che cosa si dovrebbe evitare?

In questo particolare momento storico, c’è chi dice: “Peggio del contagio è la paura del contagio stesso”. Il bombardamento mediatico può creare uno stress emotivo che potrebbe essere dannoso per il paziente affetto da cardiopatia ischemica. Il paziente che avverte difficoltà nella gestione delle informazioni, dovrebbe limitare l’esposizione ai notiziari e dedicarsi ad attività più rilassanti. Uno dei modi per attenuare lo stress è il regolare ascolto di musica, come la pratica dell’attività fisica oppure la meditazione.

Chi è scompensato a livello cardiaco, quali attenzioni deve avere?

Lo scompenso cardiaco acuto oppure acuto su cronico può comportare  difficoltà respiratorie ed essere confuso con un’infezione polmonare.

Lo scompenso cardiaco, però, non dà febbre. I pazienti cardiopatici che accusano “mancanza di fiato”, solitamente fanno fatica a respirare bene quando sdraiati mentre avertono beneficio della posizione seduta.

In caso di uno scompenso cardiaco, il paziente nota, inoltre, un incremento di peso corporeo (da qui la necessità di controllare il peso quotidianamente) ed il gonfiore alle gambe. In questi casi la terapia è diuretica ed il paziente necessita di essere visto dal proprio curante oppure dallo specialista cardiologo.

VENIAMO AD UN LUOGO COMUNE / L’Elettrocardiogramma (ECG) è superato o rimane ancora oggi un esame indispensabile?

L’elettrocardiogramma è un esame molto utile e, giustamente, molto diffuso in moltissimi ambiti. Fa parte della diagnostica di primo livello e viene eseguito nei pazienti sportivi agonisti ma anche amatoriali. È così nelle persone con fattori di rischio cardiovascolare, in caso di disturbi toracici di natura da determinare e nel sospetto di aritmie o di qualsiasi altra patologia cardiaca.

Stiamo per entrare nel vivo della primavera, un paziente iperteso può continuare a seguire la sua terapia?

Abbiamo dati riguardo alla differenza pressoria legata alla stagionalità. Nei mesi caldi, in alcuni pazienti i valori tensivi scendono al punto da dover ridurre la terapia antiipertensiva. Non ci sono dati, invece, riguardo alle variazioni della pressione arteriosa con i cambiamenti della temperatura giornaliera. Per tale motivo, in questo periodo, consiglio di mantenere la terapia farmacologica in corso.

Per concludere, quale appello si sentirebbe di fare in questo momento ai pazienti, sulla scia del #iorestoacasa

Concordo, ovviamente … e colgo l’occasione per mandare un forte messaggio di solidarietà a tutti i pazienti cronici che sono a maggior rischio di infezione e che si sentono maggiormente in pericolo ed un messaggio di sincero affetto a tutti i miei pazienti cardiopatici.

Se state bene, state a casa. Altrimenti, sapete dove trovarmi …

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