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Quali sono le possibili terapie per chi soffre di sindrome dell’ovaio policistico?

Ne parliamo con il dottor Marco Ghezzi, specialista in Endocrinologia

Molte donne riscontrano problemi nel flusso mestruale che possono essere correlati alla sindrome dell’ovaio policistico: si tratta di un’alterazione endocrina e metabolica molto comune in età riproduttiva, arrivando ad interessare circa il 20% delle donne.

Questo disordine è legato alla presenza di un insieme di segni e sintomi che spaziano dall’eccesso di androgeni alla disfunzione ovulatoria e al sovrappeso associato a insulinoresistenza e che nelle forme più severe si manifesta con l’aspetto policistico delle ovaie.

Le cause, spiega il dott. Marco Ghezzi, specialista in Endocrinologia presso le sedi di Castelfranco Veneto e Thiene, sono ancora sconosciute, anche se evidenze sempre maggiori suggeriscono che questa sindrome possa essere un complesso disordine multigenico con forti influenze ambientali.

Alcuni campanelli d’allarme possono presentarsi sotto forma di alterazioni del ciclo mestruale, con comparsa di peluria eccessiva o in sedi non fisiologiche e l’aumento significativo di peso nonostante uno stile di vita corretto.

Sarà poi lo specialista a far eseguire esami diagnostici per valutare lo stato ormonale e l’eventuale presenza di insulinoresistenza nella paziente.

Nel caso in cui si presentino alterazioni severe del ciclo mestruale, iperandrogenismo e/o ovaie policistiche all’ecografia si può ricorrere ad una pillola estro-progestinica, combinandone l’uso con famaci mirati a risolvere la resistenza insulinica, senza tralasciare la cura dell’alimentazione e dello stile di vita che può contribuire a controllarne i sintomi.

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