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5 Agosto 2016

LA RIABILITAZIONE UROGINECOLOGICA

La riabilitazione uroginecologica è rivolta a UOMINI e DONNE di tutte le età.

È un trattamento fisioterapico del pavimento pelvico dedicato alla prevenzione e alla cura delle disfunzioni urologiche e ginecologiche  derivanti da interventi chirurgici, patologie o parto naturale travagliato. L’incontinenza urinaria ne è la diretta conseguenza.

La diagnosi precoce di questo disturbo può notevolmente ridurre i disagi come:

  • Ripercussioni negative sulla qualità della vita quotidiana
  • Disturbi della sessualità
  • Elevato aumento delle minzioni

CLASSIFICAZIONE DELL’INCONTINENZA:

  1. Da sforzo quando la perdita di urina sopraggiunge in presenza di uno sforzo fisico che aumenta la pressione addominale (colpi di tosse, starnuti, correre, sollevare un peso…)
  2. Da urgenza quando si presenta un desiderio improvviso ed impellente di urinare (per esempio, questa situazione si presenta spesso quando, di ritorno da un viaggio, inserendo la chiave nella toppa della porta si sente di non riuscire più a trattenere l’urina)
  3. Mista quando può manifestarsi sia da sforzo che da urgenza
  4. Continua goccia a goccia quando l’urina continua a fuoriuscire dall’uretra e può dipendere da una lesione dello sfintere uretrale o da una vescica distrofica
  5. Da rigurgito o paradossa, a causa di una vescica molto distesa senza tono.

QUALI SONO LE CAUSE?

Le cause possono essere molteplici:

  • Parto per via naturale (per le lesioni ai tessuti del pavimento pelvico)
  • Interventi chirurgici nella zona pelvica (ad es. isterectomia, prostatectomia…)
  • Ereditarietà
  • Malattie neurologiche
  • Prolasso genitale

FATTORI CHE AUMENTANO IL GRADO D’INCONTINENZA:

  1. Stitichezza cronica
  2. Tosse cronica
  3. Obesità
  4. Scarsa attività fisica
  5. Infezioni ricorrenti alle vie urinarie
  6. Gravidanza (per l’aumento della pressione addominale)
  7. Menopausa (per la riduzione dell’efficienza della muscolatura dovuta ai cambiamenti ormonali)
  8. Alcuni farmaci
  9. Eccessiva assunzione di alcol e caffè
  10. Tabagismo

TERAPIA:

  1. Farmaci inibitori e anticolinergici (consigliati per l’incontinenza d’urgenza)
  2. Consulenza specialistica associata alla riabilitazione fisioterapica (eliminando abitudini scorrette e controllando la dieta)
  3. Intervento chirurgico

QUALI SONO I TRATTAMENTI RIABILITATIVI DEL PAVIMENTO PELVICO?

I trattamenti per la riabilitazione uro-ginecologica possono essere diversi, comprendendo:

  • La Chinesiterapia perineale
  • L’elettrostimolazione (SEF)
  • Il Biofeedback (BFB)

Queste attività vanno in seguito eseguite nella vita quotidiana, durante gli sforzi e le attività quotidiane.

Il servizio di riabilitazione uroginecologica del Centro di Medicina propone un lavoro che mira ad una conoscenza più approfondita della funzionalità del pavimento pelvico, al rinforzo e all’allungamento dei muscoli che hanno perso la loro capacità contrattile ed elastica e all’apprendimento di strategie per gestire il discomfort dovuto all’incontinenza nella vita quotidiana.

Nello specifico, il fisioterapista valuterà:

–     il livello di controllo volontario del pavimento pelvico, chiedendo alla paziente di contrarre e successivamente rilasciare volontariamente il muscolo pubococcigeo (PC), e quantificandone la performance (contrazione assente, debole, normale o forte);

–     l’efficacia della contrazione involontaria del PC durante un rapido aumento della pressione intra-addominale (colpo di tosse). Successivamente si istruisce la paziente a contrarre volontariamente il PC prima del colpo di tosse, quindi si valuta la capacità di usare questa strategia (negli individui sani, la pressione intra-addominale è regolata automaticamente dal sistema di controllo feed-forward del muscolo trasverso dell’addome, insieme al diaframma e al pavimento pelvico);

–     la capacità di rilassamento (assente, parziale, completa);

–     la coordinazione della muscolatura e l’attività dei muscoli sinergisti, in particolar modo la capacità di contrarre e rilassare il PC in relazione ai muscoli addominali;

–     la presenza di cicatrici (che possono alterare la resilienza muscolare) e la simmetria, valutando la presenza di differenze tra il lato destro e quello sinistro durante la contrazione e il successivo rilassamento del PC;

–     l’affaticabilità, la resistenza, la forza esplosiva;

–     l’eventuale coinvolgimento di fattori muscoloscheletrici che ostacolano la corretta funzionalità del pavimento pelvico.

Sulla base della modificabilità del quadro di incontinenza presentato dal paziente vengono poi definiti gli obiettivi della fisioterapia. Lo scopo degli esercizi perineali dovrebbe essere non solo quello di migliorare la prestazione della muscolatura, ma anche quello di mantenerla (“use it or lose it”). Per raggiungere questo proposito è necessario il coinvolgimento attivo della paziente, che dovrà modificare il suo stile di vita, e il ruolo del fisioterapista sarà cruciale nell’incentivare e sostenere il cambiamento comportamentale. È inoltre basilare il miglioramento dello stato di salute generale della paziente, al fine di prevenire l’insorgenza di altre patologie che possono andare ad inficiare la funzionalità del meccanismo di continenza. Il fisioterapista fornirà al paziente opportune spiegazioni e chiarimenti circa la natura del problema: i pazienti sono più motivati ad iniziare la terapia se comprendono la normale anatomia e fisiologia del pavimento pelvico, l’influenza dello stress e del rilassamento sulla funzionalità della muscolatura perineale e il meccanismo di sviluppo del’incontinenza. Infine, porterà la paziente ad aumentare la funzionalità del proprio pavimento pelvico, avvalendosi di esercizi, elettrostimolazione e BioFeedBack .

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